Il Gazzettino edizione di Padova di ieri sparava a tutto volume la notizia della supposta nomina episcopale a Treviso di Mons. Mattiazzo, attuale vescovo di Padova, per far posto nella Diocesi patavina a Mons. Gianfranco Agostino Gardin, attuale Segretario della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata e S.V.A.
Nell'
edizione di oggi si rincara la dose, e si afferma in prima pagina che manca solo la data del cambio della guardia. Nessuno negli ambienti padovani sa niente, il giornale tuttavia parla di "scenari percorribili", "fonti romane" non ben definite che confermano non si sa cosa, e intanto le chiacchiere corrono. Questa è l'unica cosa certa. Ed è anche certo che le chiacchiere partono dai sacri palazzi. Purtroppo.
Un "vescovo con la valigia", così è definito Mons. Antonio Mattiazzo, pronto a spostarsi di pochi chilometri dopo vent'anni di onorato servizio alla sua Chiesa nativa.
Mons. Gardin ormai è trattato da vescovo buono per tutte le piazze:
qualche mese fa era dato a Udine, dove invece è andato l'ex vescovo di Treviso Andrea B. Mazzoccato. Poi lo stesso Gardin era pronosticato a Treviso, adesso a Padova. Chi più ne ha più ne metta. E intanto, silenziosamente, egli continua il suo solerte lavoro vaticano a servizio dei religiosi e delle religiose dei cinque continenti. Con la cristi delle suore negli Stati Uniti, la visita apostolica dei Legionari di Cristo, e il proliferare di nuovi gruppi e forme di vita religiosa da vagliare, il lavoro certo non gli manca. Non si capisce proprio quale vantaggio avrebbe la Santa Sede nel vederlo sulla cattedra di San Prosdocimo. E' ben più facile trovare un nuovo vescovo di Treviso, che cercare attraverso improbabili spostamenti un altro segretario per una delicata congregazione vaticana. Probabilmente ci sono anche potenti gruppi religiosi che insistono sulla sua
rimozione: in questo caso, infatti, non si parla di promozione di un arcivescovo segretario ad una sede non arcivescovile, per quanto nobile e bella.
Una cosa che i giornalisti ben imbeccati non dovrebbero trascurare è che Mons. Gardin proviene dall'Ordine dei Frati Minori Conventuali, i quali a Padova tengono non solo la Basilica di Sant'Antonio, con annessa Curia Provinciale che sovrintende tutti i frati della grande Provincia Patavina, ma ad essi è anche affidata la notevole Parrocchia dell'Arcella. Inoltre nella stessa città i francescani conventuali hanno il loro seminario per il Nord Italia e collaborano pariteticamente nella neonata Facoltà del Triveneto insieme al Seminario di Padova. In diocesi hanno pure un convento a Monselice con la casa di recupero per ex tossicodipendenti e alcolisti, il Messaggero di Sant'Antonio e infine l'efficiente centro del Villaggio Sant'Antonio, con le sue mille iniziative di attività sociale e per disabili.
Non sarebbe un po' troppo, per i fraticelli padovani, avere uno di loro anche come vescovo? Nella Chiesa non si usa indulgere così facilmente al "conflitto di interessi". Non dimentichiamo che Mons. Gardin è stato Provinciale dei Frati Conventuali di Padova, Generale dell'Ordine e anche Direttore del Messaggero di Sant'Antonio.
Se era un po' credibile la nomina di monsignor Segretario alla diocesi di Treviso, pare francamente fantascientifico il suo arrivo a Padova, dalla quale - per di più - dovrebbe scalzare il granitico Mons. Antonio, che non si capisce cosa abbia fatto di male per subire un così repentino divorzio dalla sua sposa diocesana, dopo venti anni di matrimonio ecclesiale! Non mi pare che la chiesa padovana stia languendo così tanto sotto il suo episcopato, come insinuano le sibilline parole del Gazzettino.
La diocesi di Treviso, infine, ha bisogno di un Vescovo che possa durare un po' più dei cinque anni che rimangono a Mons. Mattiazzo prima della pensione. Dopotutto sarebbe ora di finirla con il walzer dei vescovi alla sede trevigiana. Ogni chiesa si merita rispetto e una guida fatta apposta per lei e di discreta stabilità.
Eppure ci sono giornalisti che la sanno lunga, e appena arriva a loro una voce messa fuori ad arte si precipitano a scrivere senza controllare se sia proprio vero. Ma si sa, quando escono le voci dai sacri palazzi di solito sono pilotate. Chi si sarebbe realisticamente aspettato Mazzoccato a Udine?
O, forse, ci sono preti con la lingua lunga e usano le "chiacchiere" per seminar zizzania e intorbidar le acque... servendosi delle penne altrui senza troppi scrupoli.
Se ci saranno davvero cambi in vista - e non è ovviamente un male che avvengano quando necessari - sarebbe meglio preoccuparsi prima di tutto del bene del popolo di Dio e della salute delle anime. Non si sostituiscono i vescovi quasi fossero funzionari delle Prefetture: non si gioca alla nomina, ma si tratta di trovare Padri per comunità cristiane. E i Padri non si cambiano perchè sono passati vent'anni.